Un pomeriggio di cinema per riscoprire il valore dello stare insieme
Ieri, sabato 26 settembre, l’androne della Scuola Primaria di Barritteri si è trasformato in una piccola sala cinematografica, accogliendo bambini e bambine, ragazzi e ragazze, genitori e anche qualche nonno, per un pomeriggio dedicato alla visione di Toy Story 5.
A tutti coloro che hanno partecipato va il nostro più sentito grazie. La vostra presenza ha dato significato all’iniziativa e ci ha ricordato, ancora una volta, quanto sia importante creare occasioni in cui la comunità possa ritrovarsi e condividere momenti di socialità.
Un grazie sincero va anche al sindaco dottor Giovanni Piccolo, all’Amministrazione Comunale di Seminara, alla Dirigente Scolastica prof. ssa Anna Teresa Currá e a tutti i volontari che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.
La scelta di Toy Story 5 non è stata casuale.
Dietro un pomeriggio apparentemente dedicato soltanto all’intrattenimento si nasconde una riflessione che riguarda da vicino il mondo dei bambini, dei genitori e degli educatori: il rapporto sempre più stretto con i dispositivi digitali.
È anche per questo motivo che abbiamo voluto insistere sulla presenza degli adulti alla proiezione. Non soltanto per accompagnare i più piccoli, ma per condividere con loro il momento e, soprattutto, per provare insieme a cogliere il messaggio che il film può lasciare.
Smartphone, tablet e videogiochi fanno ormai parte della quotidianità e la tecnologia non è, di per sé, un nemico. Può essere uno strumento prezioso, se utilizzato con consapevolezza, equilibrio e responsabilità.
Forse la domanda da porsi è semplice: cosa può accadere quando uno schermo finisce per occupare proprio quei momenti che potrebbero essere dedicati al gioco, alla fantasia, alla relazione e alla scoperta?
Per un bambino, la noia non è necessariamente qualcosa da evitare. A volte è proprio da quel piccolo vuoto che nascono la fantasia, la creatività, il gioco, l’immaginazione e la capacità di trovare nuove strade.
E forse, proprio durante il pomeriggio, abbiamo avuto un piccolo esempio concreto di quanto questo tema sia vicino alla nostra quotidianità.
Nessuna colpa e nessuna lezione da impartire. Solo uno spunto per riflettere.
Perché questa riflessione non riguarda soltanto i più piccoli.
Anche noi adulti viviamo sempre più immersi negli schermi e nelle notifiche. Rischiamo così di perdere qualcosa di molto semplice, ma prezioso: una conversazione senza distrazioni, uno sguardo, un ascolto autentico, il piacere di stare semplicemente insieme.
Prima di consegnare uno smartphone o un tablet a un bambino, forse vale la pena fermarsi per un istante e chiedersi:
“Sto offrendo uno strumento… o sto evitando un momento che potremmo vivere insieme?”
Educare alla tecnologia significa anche questo: insegnare a usarla senza permettere che sia la tecnologia a decidere come occupare il nostro tempo, la nostra attenzione e le nostre relazioni.
E ieri pomeriggio, per qualche ora, abbiamo scelto semplicemente di stare insieme.
Davanti a un film, certo.
Ma soprattutto uno accanto all’altro.
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